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Marketing: cosa si studia davvero, come funziona il corso e dove porta

26 marzo 20265 min di lettura

Il marketing non è solo pubblicità. È uno degli equivoci più diffusi su questa disciplina, e spesso è anche il motivo per cui alcuni ci arrivano per caso e altri la evitano senza motivo. Una volta capito cosa studia davvero, il quadro cambia.

Cos'è il marketing

Il marketing è il modo in cui un'azienda individua i bisogni del mercato e li soddisfa. Non si tratta solo di comunicare, ma di capire i consumatori, posizionare i prodotti, scegliere i canali giusti, fissare i prezzi, costruire relazioni con altre aziende.

Esiste il marketing B2C, cioè dall'azienda al consumatore finale, ed esiste il marketing B2B, cioè tra aziende. Entrambi fanno parte del percorso di studi, e questa doppia dimensione è uno degli aspetti più interessanti della disciplina.

La pubblicità è solo uno degli strumenti. Anzi, i professionisti del settore si stanno rendendo conto che i consumatori sono sempre più saturi di advertisement, e le strategie si stanno adattando di conseguenza.

Come è strutturato il corso

Un percorso triennale in economia e marketing parte sempre da basi comuni: microeconomia, macroeconomia, matematica, inglese, informatica. Non si può capire il marketing senza capire l'economia che lo circonda, quindi il primo anno è quasi interamente dedicato a questi fondamenti.

Dal secondo anno iniziano le materie caratterizzanti: le basi del marketing, gli intermediari finanziari, la gestione aziendale. Al terzo anno si approfondisce la dimensione internazionale: come funzionano gli scambi tra aziende di paesi diversi, come si comunica in un contesto globale.

Alcune triennali includono lo studio di due lingue straniere. Non è la norma, ma dove è previsto rappresenta un valore aggiunto reale, soprattutto per chi arriva dal liceo linguistico o per chi sa già di voler lavorare in contesti internazionali.

I lavori di gruppo

Una caratteristica comune nei corsi di marketing è la presenza di progetti da svolgere in gruppo e presentare davanti alla classe. Non sono opzionali e non sono leggeri: si aggiungono allo studio individuale. Bisogna saper lavorare con gli altri, presentare i risultati in modo chiaro, difendere le proprie scelte davanti a 200 persone.

Può sembrare impegnativo, ma è esattamente quello che si fa in azienda. Chi lo attraversa durante gli studi arriva al mondo del lavoro già abituato a questo tipo di dinamica.

La difficoltà del corso

L'ostacolo principale è la matematica. Chi arriva da un liceo scientifico ha una base solida. Chi viene da indirizzi diversi, come il linguistico, dovrà lavorare di più per colmare le lacune. L'esame di matematica generale del primo anno, spesso abbinato alla matematica finanziaria, è quello che si trascina più facilmente negli anni successivi.

Non è una facoltà impossibile, ma richiede organizzazione. Chi sottovaluta lo studio o pensa di cavarsela senza dedicarci tempo rischia di accumulare ritardi difficili da recuperare.

Il marketing mix: un esempio concreto

Uno dei primi concetti che si studia è il marketing mix, detto anche modello delle quattro P. È il punto di partenza per costruire qualsiasi strategia di marketing.

Le quattro leve sono:

  • Product: che prodotto si offre, come viene posizionato nel mercato, che idea si vuole trasmettere
  • Price: a che prezzo viene venduto, tenendo conto dei costi e del posizionamento scelto
  • Place: attraverso quali canali arriva al consumatore, dove viene venduto, come viene distribuito
  • Promotion: come viene comunicato, attraverso quali mezzi, con quale messaggio

Incastrare queste quattro leve nel modo giusto, tenendo conto del target e del contesto competitivo, è la base di qualsiasi campagna o strategia. Da ciascuna di queste p si apre un mondo: i canali di distribuzione, le strategie omnichannel, il neuromarketing, la gestione del brand.

La magistrale e gli sbocchi

Dopo la triennale la specializzazione è quasi sempre necessaria. Con la sola triennale si può lavorare, ma senza una direzione precisa. La magistrale permette di scegliere un ambito: marketing puro, management internazionale, analisi dei dati, comunicazione.

Gli sbocchi con una magistrale in marketing sono trasversali: ogni azienda, piccola o grande, ha bisogno di chi si occupa di marketing. Si può lavorare nell'ufficio marketing di un'azienda, in un'agenzia di comunicazione, nell'analisi dei dati per elaborare strategie, nelle risorse umane, nel merchandising. Chi vuole specializzarsi ulteriormente può esplorare ambiti come il neuromarketing o il trade marketing.

L'Erasmus

Chi studia marketing in un contesto internazionale ha spesso la possibilità di fare un periodo Erasmus. La procedura è burocraticamente complessa, ma questa complessità è in parte intenzionale: serve a selezionare chi è in grado di gestire autonomamente pratiche, scadenze e documenti in un paese straniero.

L'esperienza vale: si torna con una competenza linguistica più solida, una maggiore capacità di autogestione e un elemento concreto da raccontare nei colloqui. Molte aziende la cercano attivamente, non tanto per il titolo in sé, ma per quello che segnala sul piano personale.

A chi conviene sceglierla

A chi non vuole abbandonare le lingue ma vuole anche capire come funziona l'economia. A chi si vede proiettato in un lavoro dinamico, a contatto con persone, con dati, con strategie che cambiano continuamente. A chi guarda una pubblicità e si chiede perché è stata costruita in quel modo.

Non è necessario venire da un liceo con una forte base di matematica: le lacune si recuperano. È invece utile avere curiosità per le dinamiche economiche e una certa predisposizione al lavoro in team.

Un consiglio pratico: non aspettarsi che il corso assomigli a quello che si immagina prima di iniziarlo. La microeconomia del primo anno può sembrare un mondo astratto lontanissimo dalla realtà. Lo diventa meno, con il tempo.